Uno dei punti cardine della mia attività sarà il coinvolgimento del territorio per la verifica delle problematiche, per le auspicabili soluzioni e, soprattutto per la verifica del percorso di trasformazione delle idee in progetti prima e in realtà poi.
Il mio pensiero va ad una struttura rappresentativa della realtà territoriale (nord-est, nord-ovest, centro, sud e isole) e delle personalità coesistenti nelle strutture societarie (dirigenti, tecnici, arbitri, atleti, atleti élite e master).
Una sorta di “rappresentanti sindacali” con cui la dirigenza federale deve sempre essere in costante e continuo contatto per rilevare immediatamente i cambiamenti dell’ambiente in cui si opera e delle loro implicazioni sulla vita delle società e, di riflesso, della federazione stessa.
In sostanza sono le persone che operano quotidianamente sul campo che hanno la diretta conoscenza delle problematiche della loro attività e del loro territorio e a cui si deve fare riferimento per organizzare un progetto di sviluppo che possa sempre essere verificabile (e quindi correggibile nel caso di scostamenti dal percorso stabilito).
Altra linea di condotta della mia attività sarà l’orientamento graduale ma inevitabile verso una maggiore “identità etica e sociale” della federazione e, di riflesso, delle sue componenti. Oggi più che mai è necessario identificarsi qualitativamente con i valori che sempre più stanno prendendo piede nella società civile, maggiore attenzione alle persone e ai valori che le rappresentano. Un’idea potrebbe essere la creazione di una sorta di “certificazione etica” per le società che permetta un accesso diversificato a dei meccanismi premianti in base al raggiungimento, e mantenimento, di requisiti prestabiliti (sulla base della certificazione ESI 101 per esempio).
In sostanza quello che mi propongo è un cambiamento radicale dell’attuale orientamento federale, cambiamento che sarà inevitabilmente lungo e complesso per la necessità di costituire solide fondamenta su cui sviluppare il badminton in Italia e farlo assurgere al ruolo che, potenzialmente, gli spetta.
Un programma ambizioso e non privo di ostacoli e difficoltà ma sicuramente realizzabile. Per un progetto di così lunga costruzione vorrei al mio fianco poche persone esperte dei meccanismi esistenti e della loro applicazione e molti giovani che abbiano l’ambizione di essere i protagonisti di questo movimento nel prossimo futuro. Giovani a cui lasciare in eredità un processo di cambiamento che ha bisogno di essere sempre sostenuto da entusiasmo, nuove idee e voglia di cambiamento orientato sempre verso la crescita del badminton nel nostro Paese.
Da parte mia ci sarà grande apertura verso tutti i suggerimenti, critiche e commenti che arriveranno da chiunque pensi di poter contribuire al progetto. Suggerimenti, critiche e commenti che dovranno essere fondati sulla realtà e non su utopie irrealizzabili.
Se non proponi una soluzione sei anche tu parte del problema…
