Attualmente il badminton non riesce ad emergere per una serie di motivazioni che possono variare a seconda del territorio ma che hanno tutte una radice comune: la scarsa “presenza” federale e il mancato o quasi nullo sostegno all’attività scolastica (avendo avuto l’esperienza diretta sul campo e vivendo una “famiglia” di numerosi insegnanti di EF sono ben consapevole delle problematiche e delle esigenze dei docenti e delle scuole).

Dal mondo della scuola lo sport, qualsiasi sport, trae linfa vitale per il suo sviluppo e nessuna federazione con ambizioni di crescita numerica (badate bene ho detto “numerica” non “tecnica”) può prescindere dalla promozione, diffusione e sostegno all’attività scolastica. La crescita numerica, o ampliamento della base di praticanti, sono elementi fondamentali per raggiungere il consolidamento della federazione e delle sue attività sul territorio e il reperimento delle risorse umane (tecnici, atleti, dirigenti, arbitri, ecc. ecc.) ed economiche.

La carenza di talenti agonistici è inevitabilmente legata alla scarsità dei numeri, sono infatti circa 170 le ASA, e tra queste poche decine hanno caratteristiche di stabilità che possano garantire la prosecuzione e/o lo sviluppo dell’attività generando inevitabilmente una serie di problemi tecnici che non permettono l’emergere di talenti e, soprattutto, la loro corretta gestione (scarsità di tecnici, poche occasioni di confronto sia per gli atleti che per i tecnici, ma anche per i dirigenti, con realtà di livello elevato)

Il quadro sopra esposto genera quindi anche “assenza” federale sul territorio dato che risulta difficile reperire le risorse umane necessarie allo sviluppo territoriale e provvedere alla loro formazione.

Dalla mia analisi emerge quindi che il problema principale è l’attività di promozione (scolastica in primis ma non solo) e sostegno alle strutture territoriali